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7 settembre 2020 > Quartetto Savinio con Sandro Cappelletto

Teatro Miela – ore 18 e 20.30

Alberto Maria Rutaviolino
Rossella Bertucciviolino
Edoardo Rosadiniviola
Lorenzo Cerianivioloncello

 

Ludwig van Beethoven (1770 – 1827)
Quartetto n.15 in la minore op.132
1. Assai sostenuto – Allegro
2. Allegro ma non tanto
3. Heiliger Dankgesang eines Genesenen an die Gottheit, in der lydischen Tonart. Molto adagio – Neue Kraft fühlend. Andante – Molto adagio
4. Alla Marcia, assai vivace – Più allegro
5. Allegro appassionato – Presto

Il QUARTETTO SAVINIO nasce nel febbraio del 2000 dall’idea di Alberto M. Ruta (violino), Rossella Bertucci (violino), Francesco Solombrino (viola) e Lorenzo Ceriani (violoncello). Sin dal debutto, il Quartetto si è distinto per le sue eccellenti capacità tecnico-quartettistiche e interpretative, ponendosi all’attenzione di critica e pubblico e affermandosi in prestigiosi eventi e concorsi nazionali e internazionali. Sotto la guida di Piero Farulli e Andrea Nannoni, il Quartetto si è formato alla Scuola di Musica di Fiesole e, grazie all’Accademia Europea del Quartetto, ha avuto modo di avvalersi dei consigli di alcuni miti del Quartetto d’archi fra cui N. Brainin, M. Skampa, H. Beyerle, V. Berlinsky e Z. Gal. Dal 2013 il Quartetto Savinio tiene master class di Musica da Camera presso l’Accademia Europea di Musica e Arti dello Spettacolo (AEMAS) di Napoli. Da dicembre 2017 la nuova viola del Savinio è Edoardo Rosadini, violista e direttore d’orchestra. Il nome e il Quartetto stesso si ispirano ad Alberto Savinio (1891-1952) – pseudonimo di Andrea De Chirico, fratello di Giorgio De Chirico – noto scrittore, pittore, musicista e uomo di teatro. Tra gli artisti italiani del XX secolo, mosso da una insaziabile curiosità intellettuale, Savinio è stato una delle personalità più autentiche e complete. Il Quartetto Savinio ha vinto numerosi premi e riconoscimenti tra cui il Premio Carloni “Miglior giovane Interprete italiano” (Aquila, 2011), Premio D. Shostakovich “International Competition Moscow” (Mosca, 2004), Premio V. E. Rimbotti (Firenze, 2003), Premio “Concorso Internazionale di Musica da Camera” (Caltanissetta, 2001).

SANDRO CAPPELLETTO, scrittore e storico della musica, è nato a Venezia. Laureatosi in Filosofia, ha studiato armonia e composizione con Robert Mann. Tra le sue principali pubblicazioni, la prima biografia critica di Carlo Broschi Farinelli (La voce perduta, EDT, 1995), un’analisi della Turandot di Puccini (Gremese Editore, 1988), una biografia di Beethoven (Newton Compton, 1986), un saggio su Gaetano Guadagni (Nuova Rivista Musicale Italiana, 1993), un’inchiesta politica sugli enti lirici italiani (Farò grande questo teatro!, EDT 1996). Esce nel 2006 “Mozart – La notte delle Dissonanze” (EDT), libro dedicato al misterioso Adagio introduttivo del Quartetto per archi K465. Per la “Storia del teatro moderno e contemporaneo” ha scritto il saggio “Inventare la scena: regia e teatro d’opera”. Nel 2002, con Pietro Bria, dà alle stampe “Wagner o la musica degli affetti” (Franco Angeli), raccolta di riflessioni e interviste di Giuseppe Sinopoli, di cui nel 2006 cura “Il mio Wagner – il racconto della Tetralogia” (Marsilio). Nel 2008 l’Accademia Perosi di Biella pubblica “L’angelo del Tempo”, volume dedicato al “Quartetto per la fine dei Tempi” di Olivier Messiaen. È autore di programmi radiofonici e televisivi. Nel 2010, scritta per Daniela Mazzucato e Marco Scolastra, è andata in scena “La Padrona di casa”, pièce dedicata alla relazione tra George Sand e Fryderyk Chopin. I suoi libretti per il teatro musicale sono nati dalla collaborazione con significativi compositori italiani, tra i quali Claudio Ambrosini, Daniele Carnini, Luca Lombardi, Azio Corghi. Nel 2014 è uscito “Da straniero inizio il cammino – Schubert”, l’ultimo anno (Accademia Perosi), volume dedicato all’estremo periodo creativo di Schubert. Nel 2016 il Saggiatore ha pubblicato “I quartetti per archi di Mozart”. “Le voci del violoncello” (ETS) è uscito nel 2017. Cura ed è Direttore scientifico del volume Musica, per la collana “Il contributo dell’Italia alla storia del pensiero” (Treccani, 2018). Su invito di Giuseppe Sinopoli ha diretto il settore drammaturgia e didattica del Teatro dell’Opera di Roma. Accademico dell’Accademia Filarmonica Romana, ne è stato Direttore artistico dal 2009 al 2013. Giornalista professionista, scrive per il quotidiano La Stampa.

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